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| Sanità Elettronica |
Una Politica per la Sanità Elettronica rappresenta il primo risultato di una concertazione tra il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome, con l’obiettivo condiviso di definire “Politica Condivisa per la Sanità Elettronica”.
Il Tavolo di lavoro permanente per la Sanità Elettronica
Per coordinare e sostenere l'attuazione del Piano Sanità Elettronica, nell'ottobre del 2004, è stato costituito il Tavolo di lavoro permanente per la Sanità Elettronica (TSE). Il TSE nasce come sede istituzionale di confronto e consultazione tra le Regioni, le Province autonome e l'amministrazione centrale, per l'armonizzazione delle politiche della Sanità Elettronica e l'attuazione dei piani d'azione nazionale e regionali. Il TSE è composto dai rappresentati del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, del Ministero della Salute e delle Amministrazioni Regionali e delle Province Autonome. Nel marzo 2005 il TSE ha tracciato un primo documento programmatico per l'innovazione
digitale nei sistemi socio-sanitari locali con la "Politica condivisa per la Sanità Elettronica".
Pubblicato il documento di strategia architetturale per la Sanità Elettronica in Italia
Il TSE ha pubblicato il documento "Strategia Architetturale per la Sanità Elettronica". Esso costituisce una prima linea di indirizzo finalizzata alla realizzazione dell'Infrastruttura di Base della Sanità Elettronica (IBSE) condivisa all'interno del TSE e si colloca nella fase alta del suo processo di specifica.
Tale documento pone l'Italia in linea con gli obiettivi e le realizzazioni in ambito dell'Unione Europea e dei paesi avanzati ed in coerenza con quanto previsto dal Decreto lgs. del 28 febbraio
2005, n° 42 che definisce e disciplina il Sistema Pubblico di Connettività secondo le specifiche
CNIPA.
La visione architetturale presenta in sintesi le seguenti caratteristiche:
- Permette la disponibilità delle informazioni cliniche dell'assistito (la sua storia clinica) dove e quando queste sono clinicamente utili, da qualsiasi punto del territorio nazionale. Rende, cioè, disponibile all'assistito ed agli operatori sanitari autorizzati un Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), abbandonando progressivamente la gestione cartacea dell'attività clinica su scala nazionale.
- Rispetta, al contempo, l'architettura federata del Sistema Sanitario Nazionale (la competenza regionale sanitaria), utilizzandola come risorsa. Questo, del resto, appare in linea con le moderne architetture tecnologiche e con la cooperazione applicativa prevista dal Sistema Pubblico di Connettività.
- Ha un grado di sicurezza elevato e rispetta la legislazione sulla privacy, data la delicatezza delle informazioni trattate. La federazione dei sistemi, quindi, si basa su un profilo condiviso di sicurezza sia tecnologica che organizzativa.
- Ha un livello elevato di Affidabilità/Disponibilità (24x7), in modo da poter raggiungere un livello di affidabilità che, per alcuni aspetti, può essere considerato di tipo safety critical. Sono, quindi, previsti meccanismi, caratteristiche e ridondanze che garantiscano affidabilità e tolleranza ai guasti su tutti i livelli (hardware, sistemistico, di messaggistica, software).
- Ha una struttura modulare che permetta un'implementazione progressiva sul territorio e che sia, inoltre, resistente all'obsolescenza. Le applicazioni di sanità elettronica devono poter evolvere indipendentemente senza che questo abbia un impatto rilevante a livello di sistema.
- Ha la minima invasività possibile rispetto ai sistemi esistenti in modo da salvaguardare gli investimenti fatti, e da garantire che l'infrastruttura non carichi di complessità i sistemi locali rendendo difficoltosa la sua adozione.
- Utilizza standard aperti. L'uso di standard aperti non solo garantisce gli investimenti, ma è un prerequisito in un sistema, come quello della sanità elettronica, che ha nell'interoperabilità il suo substrato chiave. L'uso di standard aperti non riguarda solamente i protocolli di trasporto (la cui interoperabilità deve essere completa) ma anche gli aspetti sintattici e semantici (documenti e dati scambiati tra i sistemi).
I successivi ambiti di specifica tecnica da realizzare successivamente, in ambito TSE, sono:
- le regole di cooperazione atte a definire le modalità, i contenuti e gli ambiti dell'interscambio di informazioni tra gli attori istituzionali coinvolti in ambito sanitario (es. Regioni).
- i profili di sicurezza e di privacy che mappino sia gli aspetti tecnologici che i requisiti derivabili dalla normativa vigente e quindi definiscano in modo appropriato sia le informazioni che gli attori possono trattare in base alla normativa sia i livelli di sicurezza minimi accettabili per i sistemi federati.
- l'analisi e la modellazione dei casi d'usoche struttureranno l'insieme degli scenari operativi del sistema complessivo (business architecture)
Tali specifiche pemetteranno la realizzazione di un'Infrastruttura di Base della Sanità Elettronica (IBSE) interoperabile sia a livello nazionale che, in futuro, a livello europeo.
Commenti e contributi relativi al documento possono essere inviati all'indirizzo: segreteriatecnica_AT_sanitaelettronica.gov.it.
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